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Ecco perché il costo del latte italiano nel 2023 dovrebbe finalmente rimanere stabile

Gli ultimi due anni ci hanno insegnato che la situazione sui mercati globali può cambiare molto rapidamente. Così nel corso del 2022, a causa di una carenza sostanziale di materia prima che ha riguardato tutto il territorio europeo, il divario dei prezzi tra la materia prima estera e quella italiana si era azzerato.

A dispetto di quello che si pensa, il cibo in Italia non è solo tradizione, cultura, passione. L’approccio degli italiani per il cibo, che altri paesi trovano romantico, e diciamolo, alle volte quasi ossessivo, deriva sicuramente dalla nostra tradizione, ma ci sono punti di vista molto più “scientifici” che avvalorano la tesi secondo cui i prodotti alimentari italiani siano tra i migliori al mondo.

La qualità certificata del latte proveniente da allevamenti italiani, ad esempio, è indiscutibile, infatti, le caratteristiche di questa preziosa materia prima sono connaturate al tipo di allevamento e alla tradizione ad esso legata.

Non è campanilismo, quindi, a portare Frascheri a lavorare solo latte piemontese, bensì una scelta ragionata: collaborare con allevatori italiani che alimentano le bovine rispettando tutti gli standard legati al loro benessere, permette di ottenere un latte con delle caratteristiche organolettiche pregiate. Perciò è una decisione presa con il cuore, ma anche e soprattutto, con razionalità.

Come andrà questo 2023?

La tendenza dei primi mesi dell’anno vede tornare a crescere la distanza dei prezzi tra le materie prime italiane e quelle straniere, mostrando un andamento stabile per quanto riguarda la materia prima italiana e vedendo invece un’oscillazione al ribasso del prezzo del latte estero.

Questo andamento è la somma di una serie di fattori, alcuni difficilmente prevedibili (come la pandemia, la guerra, ecc), altri invece attesi e stagionali (ad esempio l’aumento della produzione di latte è fisiologico nei mesi invernali). Una regressione di questo fenomeno si avrà come di consueto in primavera, con l’arrivo dei primi caldi.

Staremo a vedere dunque, ma nel frattempo è probabile che l’artigiano quest’anno possa usufruire di alcune opportunità provenienti dal mercato, una su tutte l’abbassamento dei costi energetici che, per fortuna, sembra si stia concretizzando (-30% del gas e -20% dell’energia elettrica ad esempio – Il Sole 24 Ore).
Per il latte dobbiamo aspettarci una situazione stabile, senza grosse sorprese e senza revisioni delle quotazioni rispetto al 2022.

Dato che abbiamo ormai fatto della trasparenza, anche sui prezzi, un nostro cavallo di battaglia, sarà nostra cura tenervi informati. Dunque a presto per il prossimo aggiornamento!

A presto,
il Team Frascheri.

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